Tarocchi marsigliesi

Tarocchi marsigliesi: le carte, le regole e la storia. 21 trionfi e un matto.

Aggiornato il 29 Agosto 2020 da ilgiocointavolo

Tarocchi marsigliesi o Tarocchi di Marsiglia regole e storia. Un gioco ancora attuale.
Tarocchi marsigliesi
Un po’ di storia …

Cominciamo col dire che i tarocchi sono tra le carte da gioco più celebri al mondo. Si distinguono dagli altri mazzi perchè oltre ad avere le normali carte dei 4 semi, hanno anche i trionfi (o arcani maggiori) che sono numerati da 0 a 21 e che variano da mazzo a mazzo. Diverse infatti sono le versioni che possiamo incontrare: i tarocchi marsigliesi (dal nome della città di Marsiglia dove vengono stampati dal ‘600) sono mazzi rielaborati da mazzi parigini a loro volta ispirati a mazzi lombardi.

Gli arcani maggiori

Nei tarocchi marsigliesi gli arcani maggiori sono:

  1. il Bagatto;
  2. la Papessa;
  3. l’Imperatrice;
  4. l’Imperatore;
  5. il Papa;
  6. l’Innamorato;
  7. il Carro;
  8. la Giustizia;
  9. l’Eremita;
  10. la Ruota della Fortuna;
  11. la Forza;
  12. l’Appeso;
  13. la Morte;
  14. la Temperanza;
  15. il Diavolo;
  16. la Torre;
  17. la Stella;
  18. la Luna;
  19. il Sole;
  20. il Giudizio;
  21. il Mondo;
  22. il Matto.
Come si gioca

Ai Tarocchi marsigliesi si gioca in coppie, con i giocatori alleati seduti di fronte. Una volta formate le coppie si procede in senso antiorario distribuendo le carte finchè ogni giocatore ne ha 15 ed il mazziere 17.
Il mazziere scarta 2 carte a scelta tenendole coperte accanto a lui affinchè venga conteggiato alla fine del gioco.
Si procede quindi a turno con le dichiarazioni di ognuna delle combinazioni possedute (senza obbligo di farlo) assegnandosi i punti corrispondenti.

Le combinazioni che danno punti

Le combinazioni che danno punti vengono chiamate cricche (carte con valore uguale ma seme diverso) e le sequenze (scale di seme uguale e valori consecutivi).

Dichiarazione

Se si vuole fare una dichiarazione si fa’ subito prima di giocare la propria prima carta e mostrando tutte le carte dichiarate. Ogni giocatore, quindi, cala a turno una carta dello stesso seme di quella calata per prima (se possibile) oppure obbligatoriamente un trionfo: vince chi ha giocato la carta più alta della mano.

Curiosità e un po’ di storia

I Tarocchi nascono intorno al 1425 a Mantova e sono prodotti per un pubblico aristocratico. Il gioco è volutamente più complesso dei semplici giochi di carte dell’epoca e nel tempo, anche per questa stessa complessità, si sono quasi praticamente estinti salvo in piccole comunità nelle quali non si è mai smesso di giocarli (ad. es. in Piemonte o in Sicilia).
Il gioco dei tarocchi è praticato anche in Europa: in Austria, Boemia, Danimarca, Germania, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Ungheria e soprattutto in Francia dove si è sviluppata una federazione nazionale.

La definizione di Tarocchi marsigliesi è potenziata dall’ottimo Dizionario dei giochi di A.Angiolino e B. Sidoti.