Backgammon gioco per 2 persone – Giochi da tavolo e di carte – Regole in Pillole

Published by ilgiocointavolo on

La definzione di Backgammon è potenziata dall’ottimo Dizionario dei giochi di A. Angiolino e B. Sidoti edito dalla Zanichelli.

Cos’è il Backgammon

Backgammon è un gioco per due persone. Il tabellone di gioco prevede 24 triangoli allungati (caselle) che vengono chiamati frecce o punte dove ogni giocatore posiziona 15 pedine del proprio colore.

Che obiettivo abbiamo nel Backgammon

Obiettivo del backgammon è far percorrere a tutte le proprie pedine tutto il tabellone, in un percorso a U, fino a posizionarle al di fuori di quest’ultimo dal lato opposto al proprio.

Visualizziamo mentalmente il tabellone di gioco

Vediamo se riusciamo a visualizzare mentalmente il tabellone del backgammon (che sicuramente avrete già  visto, in quanto spesso si trova sul retro o all’interno dei contenitori degli scacchi/dama): il tabellone del backgammon è diviso in due zone (destra/sinistra) con all’interno di ciascuna 6 caselle triangolari allungate a colori alternati per lato, corrispondenti al colore delle pedine. Per un totale quindi di 6 + 6 + 6 + 6 = 24 caselle.

Come si posizionano le pedine nel Backgammon

Le pedine vanno posizionate in questo modo per ognuno dei due giocatori:
sul proprio lato 2 pedine sulla prima casella a sinistra e 5 pedine sulla dodicesima casella (ultima a destra); sul lato opposto 3 pedine sulla diciasettesima casella e altre 5 sulla diciannovesima (entrambe centrali ed adiacenti alla linea di mezzo del tabellone: il bar). Così fara’ anche il vostro avversario.

Il percorso delle pedine

Dicevamo che il percorso per portare le nostre pedine fuori dal tabellone è a forma di U la cui concavità  per entrambi i giocatori è rivolta verso sinistra. Le pedine, in seguito al tiro di due dadi a 6 facce, percorreranno le caselle triangolari a partire dalla prima fino alla dodicesima, poi si prosegue dalla casella frontale alla dodicesima fino alla ventiquattresima.
Il primo giocatore seguirà  il senso orario, mentre il secondo quello antiorario.

Al proprio turno il giocatore tira i due dadi e muove le pedine a seconda del risultato ottenuto, ovvero: muove una sola pedina di un ammontare di caselle pari al risultato totale del lancio oppure può muovere una pedina per ogni risultato (quindi massimo due).

La casella finale dove la pedina si va a posizionare dopo il lancio deve essere o vuota o contenente proprie pedine o al massimo una pedina avversaria (in quest’ultimo caso la pedina avversaria viene mangiata ed eliminata dal gioco).

La fase finale del gioco

Quando un giocatore ha tutte le sue pedine nelle ultime sei caselle/frecce
può cominciare a farle uscire dal gioco, sempre tirando i dadi al proprio turno, quando il punteggio dei dadi gli permette di superare la ventiquattresima casella.

Abbiamo recensito qui il Backgammon della Dal Negro.

Curiosità e multimedia

In una delle puntante di Agents of Shield, nell’intervallo tra una missione e l’altra vediamo gli agenti giocare a backgammon.

Caravaggio ne ritrae il tavoliere nel suo dipinto I bari

Conosciusto nel corso del tempo sotto diversi nomi il backgammon è stato popolare fin dai tempi dell’Impero Romano sotto il nome di Alea, Tabula e Ludus Duodecim Scriptorum. Grazie alla diffusione dell’impero romano troviamo tracce del backgammon in Persia conosciuto come Nard.
Diventa popolare in Cina sotto il nome di Sugoroku, in Spagna come Tablas, in Francia come TricTrac fino a ritornare in Italia nel ‘700 con il nome di Sbaraglino o Tavola reale.

Verso la fine dell’Ottocento il gioco praticamente scompare, ricominciando a diffondersi solo agli inizi degli anni Settanta del Novecento, attraverso due canali: da una parte gli Stati Uniti dove negli anni Venti, con l’introduzione del dado del raddoppio, era stata compiuta l’ultima e decisiva tappa sulla via del Backgammon come lo si gioca oggi; dall’altra i paesi del Mediterraneo Orientale, dove è stato ed è tuttora diffusissimo col nome di Tavli ed è praticato da tutte le classi sociali.

Insomma un gioco di abilità il cui tavoliere ha attraversato i millenni e le cui pedine hanno garantito sfide immortalate nei libri di storia e nei libri d’arte.