1 – Intervista fuori luogo a Piermarco Rosa

Piermarco Rosa, prima studente e poi professore presso l’Università degli Studi di Genova (Videogame Design) ha avuto una brillante carriera. Molte le sue collaborazioni: Il Secolo XIX, CiaoWeb, Gameloft, IUDAV solo per citarne alcune tra le più illustri; Piermarco ha dedicato la sua vita all’universo digitale. Mantiene però, a tutt’oggi, un vivo interesse nei giochi da tavolo e condivide con noi di ilgiocointavolo.it l’esigenza di (a) trovare maggior tempo durante la settimana per intavolare una partita, (b) diffondere il gioco da tavolo sempre più come strumento di aggregazione (riguardo alla quale ha un’interessante teoria che facciamo nostra n.d.r.)

ilgiocointavolo.it: Cosa pensi manchi oggi ai giochi da tavolo per diffondersi in maniera più capillare? Non parlo solo di Tombola, Monopoly o Scarabeo. Intendo giochi da tavolo più impegnativi.

Piermarco: Riguardo al problema della diffusione, credo che oggi ai giochi da tavolo manchino i giocatori: nel secolo scorso, i giochi da tavolo anche noti come giochi di società, erano il divertimento più diffuso durante – per esempio – le serate tra amici; quindi si può dire che esisteva una vera e propria cultura globale del gioco da tavolo che poi si è andata purtroppo gradualmente perdendo, complice anche l’ascesa dei dei videogiochi multiplayer. A maggior ragione se consideriamo giochi da tavolo più complessi di quelli tradizionali, Il parco utenti è oggi praticamente una nicchia di appassionati. La soluzione potrebbe essere quella di diffondere maggiormente la cultura del gioco da tavolo, magari realizzando e promuovendo le controparti digitali dei vari prodotti: mi è capitato spesso di notare che molti utenti abbiano scoperto dei giochi da tavolo attraverso la loro versione digitale , e che ne siano stati talmente conquistati da acquistare e giocare alla versione fisica.

ilgiocointavolo.it : Ti piace l’idea di diffondere in maniera più ampia possibile i giochi da tavolo, come occasione di aggregazione valida per tutte le età. Qual’è il tuo gioco da tavolo preferito e riesci a trovare per il tempo per giocarci ?

Piermarco: Ritengo i giochi da tavolo un perfetto mezzo di aggregazione per i giocatori di tutte le età: personalmente, ricordo che da bambino mi divertivo tantissimo a giocare sia in famiglia che con gli amici a Cluedo. E mi piacerebbe anche tantissimo rigiocare al gioco da tavolo di Marco Polo, quello della Editrice Giochi che ancora possiedo, ma purtroppo non mi capita spesso di trovare amici con cui cui poterlo giocare. Mentre, riguardo ai giochi da tavolo un po’ più moderni, è da un po’ che accarezzo l’idea di giocare a quel fantastico gioco di Star Wars chiamato Rebellion, ma non ne ho, ahimè, ancora avuto l’occasione.

ilgiocointavolo.it : Puoi raccontarci della tua prima esperienza con i giochi da tavolo ?

Piermarco: La mia prima esperienza coi giochi da tavolo è stata da piccolissimo con Monopoli, nella versione storica posseduta dai miei genitori; invece i primi giochi da tavolo che mi hanno regalato ricordo che sono stati Robin Hood della Clementoni (adesso quotato uno sproposito), Battaglia Sottomarina della MB (una battaglia navale con tanto di sottomarini e tre livelli di profondità), Big Jim Astronauta della Mattel (un divertente gioco dell’oca a tema spaziale che di Big Jim aveva solo il nome) e Alien della Editrice Giochi (che esteticamente mi piaceva tantissimo, ma ero troppo piccolo per capirne bene le regole). Quanti bei ricordi, comunque!

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