Intervista fuori luogo a Roberto Di Meglio

Roberto Di Meglio, ora direttore della produzione di Ares Games, è l’autore tra gli altri del pluripremiato gioco da tavolo La guerra dell’Anello
e relative espansioni ambientato nel famosissimo (e oramai mitico) universo di J.R.R. Tolkien. A noi de ilgiocoitavolo.it sarebbe bastata questa sola ultima menzione di merito per volerlo tra i nostri intervistati, ma i suoi successi non finiscono qui. Fonda nel 1993 insieme ad altri appassionati la Nexus Editrice e nel 2006 è tra i fondatori di Giochi Uniti. E’ stato un piacere sentire informalmente dalla sua viva voce cosa ne pensa della diffusione dei giochi da tavolo e approfittare dell’intervista per sbirciare nella sua storia personale e, parallelamente, in quella del gioco da tavolo (di seguito g.d.t.) in Italia fin dagli anni ’70.

ilgiocointavolo: Cosa pensi manchi oggi ai giochi da tavolo per diffondersi in maniera più capillare? Non parlo solo di Tombola, Monopoly o Scarabeo. Intendo giochi da tavolo più impegnativi.

Roberto Di Meglio: Io credo che oggi come oggi il mondo del gioco da tavolo si stia diffondendo moltissimo. Di anno in anno vediamo numeri sempre crescenti ed il gioco da tavolo si fa sempre più popolare. Penso, però, che come forma di intrattenimento abbia inevitabilmente dei limiti, perché comunque richiede una certa attenzione e propensione ad avvicinarsi ad un regolamento, richiede un certo tempo, un certo livello di socialità.. quindi non credo si possa pensare che il g.d.t. possa mai raggiungere il cento per cento del pubblico.
Sicuramente di anno in anno, mano a mano che i giochi crescono nella loro costruzione e nel loro cercare di rendersi più fruibili più affascinanti e graficamente belli etc., questa diffusione sta diventando sempre crescente.
Quello che è mancato probabilmente per tanti anni al mondo del g.d.t. erano grandi aziende che credessero in questo prodotto. Credo che con quello che è successo negli ultimi anni, con un soggetto come Asmodee che ha dimostrato che si può fare business su grande scala anche sul mondo del gioco da tavolo, si sia stabilito un precedente importante. Gli unici che possono avere il potere per permettere al gioco da tavolo di raggiungere un pubblico veramente più vasto e più capillare sono aziende di più grande dimensione. Asmodee è stata la prima ad investire in modo strutturato e ampio sul gioco moderno, sicuramente altri la stanno iniziando ad emulare: lo vediamo dal mercato francese dove ci sono state varie incorporazioni da parte del gruppo Hachette, e non mi stupirei di vedere la stessa cosa accadere su altri mercati. I giochi da tavolo per le loro qualità, da una parte, e lo sviluppo ed il nascere di grandi aziende che investono su questo settore dall’altra, saranno forze che renderanno il gioco sempre più capillare – come già sta di fatto accadendo.

ilgiocointavolo: Ritieni che ci sia un gioco da tavolo valido per tutte le occasioni e tutte le età ?

Roberto Di Meglio: Si ritorna un po’ al punto precedente: allora… sicuramente i g.d.t. hanno un grandissimo potere aggregante e ce ne sono adatti a tutte le età. Se questo avvenisse sarebbe sicuramente affascinante. Ci sono moltissimi operatori che si sforzano per portare il g.d.t. in tantissimi contesti, adattandoli alle vatie fasce di età, ma anche operatori su base volontaria che ad es. si sforzano di portare i g.d.t. all’interno di situazioni particolari, come le strutture carcerarie. C’è però un limite intrinseco del mezzo: non penso si possa fantasticare di una società futura in cui tutti quanti giochino ai g.d.t. . Inoltre, come avviene per tutti i media, ce ne sono di più semplici e accessibili… e di più complessi che resteranno una prerogativa degli appassionati, così come succede al cinema d’autore più raffinato e sofisticato. Inevitabilmente c’è una piramide di utilizzo e di utilizzatori, e non si può pensare che questa piramide si livelli.

ilgiocointavolo: Qual’è il tuo gioco da tavolo preferito ?

Roberto Di Meglio: Qua si va un po’ sul delicato e sul personale, perché sembrerà che mi voglia far pubblicità … però onestamente il mio g.d.t. preferito è Guerra dell’Anello, su cui ho investito vari anni di lavoro, ma che è anche un gioco che ho sempre grandissimo piacere a rimettere sul tavolo, quindi non posso non citarlo! Per il resto il mio g.d.t. preferito dipende moltissimo dalle persone con cui gioco, da quanti siamo, dal tempo che ho a disposizione … difficile dare un gioco solo. In generale posso dire che g.d.t. come Citadel, Space Hulk e History of the World sono tra i miei preferiti. Direi che, più in generale, quello che mi aspetto da una esperienza di un g.d.t. è fortemente tematica ed interattiva (anche noi di ilgiocointavolo!! n.d.r.) , e quando risponde a queste caratteristiche facilmente entra nel novero.

ilgiocointavolo: Riesci a trovare per il tempo per giocarci ?

Roberto Di Meglio: Guerra dell’Anello richiede un certo impegno… non si gioca in pochi minuti al volo purtroppo, o magari mentre sei in viaggio!
Sicuramente lo vorrei giocare più di quello che riesco a fare tutt’ora, cosa che credo sia uno degli aspetti che rendono un gioco sicuramente ancora interessante… il fatto che ti resti sempre un po’ la fame di volerlo giocare di più di quello che potresti.

ilgiocointavolo: Puoi raccontarci della tua prima esperienza con i giochi da tavolo ?

Roberto Di Meglio: La mia prima esperienza con i g.d.t. risale ormai a tantissimi anni fa’. Io ho iniziato a giocare tutto quello che riuscivo a trovare con Ugo, il mio fratello più grande, e molto ci inventavamo perché non riuscivamo a trovare i giochi che avremmo voluto giocare. Il primo gioco da tavolo, a parte i classici MonopolyPetropolis e dintorni, un po’ più innovativo che trovai era Strategicon (che arrivava con l’abbonamento a Topolino) e mi ricordo che lo “finimmo” con mio fratello, perché aveva una discreta profondità strategica. Era una specie di versione molto avanzata di battaglia navale ma, in più, potevi costruirti la tua flotta aeronavale. E’ stato sicuramente il primo ponte verso un mondo di giochi più seri.
Invece l’incontro con il mondo hobby e dei giochi “da grandi” è stato con la Avalon Hill. Avevo 13 anni e Marco, un amico di Gianni (l’altro mio fratello più grande), ne aveva una bella collezione e nessuno con cui giocarli. Un’estate dopo aver giocato Risiko ed altri g.d.t. “normali” ci introdusse a questo mondo di giochi fantastici che lui trovava in posti “remoti” come Milano o per corrispondenza, che erano per noi inarrivabili. Erano principalmente giochi della Avalon Hill e per primo giocammo Ceasar’s Legions che era un gioco simulativo, certamente non semplicissimo, uno strategico sulle campagne delle legioni di Cesare e questa scoperta ci folgorò. Poi passammo ad altri giochi della Avalon Hill come Panzer LeaderTerzo Reich e tanti altri. Da lì poi non abbiamo più smesso, passando a giocare a Dungeons and Dragons e a giochi tematici più leggeri come Car Wars della Steve Jackson’s Game e War of Ring di SPI e tanti altri ancora.

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