8 – Intervista fuori luogo a Emiliano Sciarra

Emiliano Sciarra, game designer, inventore appassionato di giochi e musicista è l’autore di BANG! il famosissimo e pluripremiato gioco di carte a tema Western nonchè direttore della collana ludica InGioco, l’unico canale di saggistica ludica in Italia . Tra i suoi molteplici impegni (tra i quali anche una collaborazione a tema ludico con l’ONU) ha trovato il tempo di rispondere alle nostre domande.

Ilgiocointavolo: Cosa pensi manchi oggi ai giochi da tavolo per diffondersi in maniera più capillare? Non parlo solo di Tombola, Monopoly o Scarabeo. Intendo giochi da tavolo più impegnativi.

Emiliano Sciarra: Manca la cultura del gioco, in tutti i sensi. Bisogna vedere il gioco non solo come uno svago o un passatempo, ma anche come un momento importante per socializzare, imparare, crescere, capire. E anche sdoganare il gioco come strumento culturale, cioè espressione dell’ingegno umano come le altre forme d’arte: su questo ho scritto un intero libro, “L’Arte del Gioco“. Quindi prima si abbandonano i pregiudizi sul gioco, meglio è, e di pregiudizi ce ne sono tanti a tutti i livelli, soprattutto in Italia. Per esempio, vi pare normale che addirittura lo Stato proclami che “il gioco è proibito ai minori”? Semmai “il gioco d’azzardo è proibito ai minori”! E perché si parla di “ludopatia” quando in realtà si tratta di “azzardopatia”? E potrei continuare… ma basta per capire come mai ancora oggi i giochi da tavolo più diffusi hanno almeno 50 anni, dal Monopoly (1933) al Risiko! (1959), dal Cluedo (1948) allo Scarabeo (1963, plagio dello Scrabble del 1948).

Ilgiocointavolo: Ti piace l’idea di diffondere in maniera più ampia possibile i giochi da tavolo, come occasione di aggregazione valida per tutte le età inclusi ad es. i contesti lavorativi ?

Emiliano Sciarra: Certo che sì. La cosiddetta “gamification” è ormai applicata in moltissimi ambiti anche lavorativi e all’estero genera già un indotto. Qui, per i motivi di cui sopra, c’è ancora diffidenza e disinformazione sul tema, ma questo non significa affatto che l’idea non sia valida, anzi. Recentemente ho collaborato con un’importante agenzia dell’ONU per portare il gioco in realtà normalmente lontane da questo mondo, per veicolare in modo efficiente e divertente messaggi importanti. La risposta è stata clamorosa, al di là di ogni più ottimistica aspettativa: segno che le potenzialità sono enormi.

Ilgiocointavolo: Qual’è il tuo gioco da tavolo preferito ?

Emiliano Sciarra: In assoluto gli Scacchi: un gioco piuttosto semplice come regolamento che da più di mille anni sfida le migliori menti del mondo. Ma non rifiuto mai neanche una partita a Paroliere.

Ilgiocointavolo: Come organizzi il tuo tempo per giocare ai tuoi giochi da tavolo preferiti ?

Emiliano Sciarra: Quando non ci sono prototipi da testare, quando non ci sono giochi nuovi da creare, quando non ci sono giochi pubblicati da studiare, quando non ci sono saggi da scrivere, quando non ci sono libri da decidere se mandare alle stampe, quando non ci sono musiche da comporre… mi ritaglio un piccolo spazio di tanto in tanto. Perché la professione di autore di giochi ha tantissimi pregi, ma il piccolo difetto di trasformare ogni partita di un gioco da tavolo in un momento di analisi e di studio (di meccaniche, flussi di gioco, bilanciamento, strategie ecc.). Ma, per fortuna, riesco ancora a divertirmi e sono molto, molto selettivo in quello che scelgo di giocare.

Ilgiocointavolo: Puoi raccontarci della tua prima esperienza con i giochi da tavolo ?

Emiliano Sciarra: Credo, come molti della mia età, di aver iniziato con il Monopoli verso i 5 o 6 anni, quindi i ricordi sono un po’ confusi, Avevo la scatola quadrata, poi quella rettangolare, con i soldi in lire e le pedine di legno: mi divertivo ma non ci andavo matto. Prima di iniziare a crearne di miei a partire da 12 anni, mi piacevano anche lo Scarabeo e il Risiko, ma in realtà prima degli anni ’90 non sono stato un grandissimo appassionato essendomi dedicato ai videogiochi più che ai giochi da tavolo. Il mio è stato un percorso un po’ anomalo: partito dai giochi da tavolo, ho proseguito con i videogiochi passando per i giochi di ruolo (D&D e AD&D), i wargame tridimensionali (BattleSystem), i giochi di carte collezionabili (Magic) per poi tornare al primo amore, che tuttora mi ricambia dandomi di che vivere grazie al successo di Bang!

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